Foto dell’autore da Castello di Palma Campania

Prenderà abbrivo da febbraio un appuntamento mensile nel quale verrà descritta e narrata la realtà dei paesi vesuviani ubicati all’ombra del Vesuvio, non solo dei tredici comuni interessati dai confini del Parco Nazionale, tutti ricadenti nella Città metropolitana di Napoli, ma anche di quei paesi esterni all’area del Parco e che per forma, caratteristiche e policy possono ritenersi appieno parte integrante del contesto vesuviano.
L’idea è quella di verificare una contro-storia o, se si vuole, una contro-narrazione rispettosa delle autentiche dimensioni delle realtà di volta in volta attraversate, in linea con i valori espressi nel Manifesto “Per Disvelare” orientato alla co-costruzione di una sincera, rinnovata etica democratica, scevra delle ripetute mistificazioni con cui la pubblicistica locale, spesso deteriore, ci ha assuefatti. Ma non sconfitti.
Per la buona stella della critica militante erta sullo sciocco e nondimeno astuto clima pseudoculturale del territorio. E perché si faccia luce laddove i veti del conformismo radicale hanno piazzato le loro tetre roccaforti a detrimento delle molte intelligenze e sensibilità del Vesuviano. Che, con fierezza, chiedono finalmente un cambio di passo sulle analisi del circostante, coerente con i vissuti personali e le nuove politiche.
Nuove interazioni, dunque, volte a interpretare il mutamento antropologico in corso con gli strumenti affilati del report, del diario ragionato, del racconto lontani da qualsivoglia autocompiacimento e fedeli alla prospettiva di fondo: guardare, osservare, dis-velare, per l’appunto. Anche per questo, il viaggio che si intende compiere avrà la misura di un viaggio interiore, dal momento che chi scrive è un ‘vesuviano’.
Termine il cui aggettivo sostantivato è attestato in latino per la prima volta in una dissertazione del 1797 del vescovo e filologo napoletano Carlo Maria Rosini, ma che col tempo ha preso a connotare anche gli abitanti dei luoghi pedemontani e costieri dintorno al Somma-Vesuvio. Da qui, da questa indomita «lingua di braci e di vapori incandescenti», con il Goethe del Viaggio in Italia, partiremo. Scarpe da hiking e libri in mano.

Annibale Rainone