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MERIGGIO

nel ribollire dell’ematite sul mio palmo
nei lampi che frantumano l’etere ripidi
dai glaucia al più vicino astro
si ripete il tempo meridiano
che ardente implora liturgica pioggia
nel suo delirio liquido si manifesta
puntuale la sete dell’aria
nei giorni più lunghi
in cui risuonano disidratate le crepe del suolo